Il borgo di Gorla ed il suo “Campiello”
(a cura di Enzo Ettore Parmigiani)
Gorla oggi, per il visitatore non informato, non è altro che una fermata della MM1. Il comune di Gorla Primo è però stato comune autonomo fino al 1923, anno in cui venne inglobato nel comune di Milano. Allora, ricordavano che gli anziani, prendendo il tram in viale Monza (il metro non era ancora arrivato) dicevano “Vado a Milano!”. Gorla ha saputo conservare nel tempo molte delle caratteristiche originali che ne fanno ancora oggi un museo a cielo aperto da visitare nel verde e nel silenzio a soli pochi metri dal convulso traffico di viale Monza.
Il naviglio Martesana, che lo attraversa passando sotto l’antico Ponte Vecchio in ceppo dell’Adda, è uno degli artefici di questo miracolo. Anatre, germani, gallinelle con il loro becco rosso lo animano abitualmente. In autunno talvolta si vedono anche aironi cinerini e gabbiani in transito. Anche la flora spontanea, che in ogni stagione colora il paesaggio attorno, contribuisce a rendere gradevole il paesaggio. I barconi nel naviglio ora non ci sono più, ma l’alzaia che lo costeggia, ora trasformata in comoda pista
ciclopedonale, è percorsa ad ogni ora del giorno da famiglie e gruppi di ogni età che desiderano prendersi qualche ora di svago vicino a casa.
Il monumento ai Piccoli Martiri ed ai loro insegnanti ricorda ai visitatori il bombardamento che il 20 ottobre 1944 colpì la scuola elementare di Gorla facendo oltre 200 vittime innocenti. È subito al di là di Ponte Vecchio. Gorla allora contava qualche centinaiodi famiglie e molte di loro furono coinvolte nella tragedia. Erano momenti difficili, ma unacosa fu subito chiara: le famiglie colpite, ma anche tutti gli abitanti del Borgo vollero che sul luogo stesso dove sorgeva la scuola venisse costruito un monumento contro la guerra a memoria e monito nel tempo. Il monumento venne finanziato con collette volontarie delle famiglie delle vittime, ma anche tutto il Borgo volle contribuire. Si volle che anche i resti mortali delle vittime fossero raccolti in una cripta sotto il monumento, perché potessero restare ancora “uniti fra loro”. È facile oggi scrivere queste cose, ma per comprenderne il grande valore occorre riandare a quei momenti: i padri alla guerra, le madri a badare alla famiglia cercando di mettere insieme il pranzo con la cena. Ma alla fine il risultato giunse sotto forma di un monumento sacrario. Ogni anno il 20 ottobre si organizza una cerimonia a ricordo cui partecipano autorità cittadine e tanti abitanti del quartiere. Sempre presente anche una rappresentanza dei ragazzi delle scuole del quartiere con i loro insegnanti. Il monumento sacrario può essere visitato ogni prima domenica del mese. Nel 2025, il comitato dei genitori delle vittime con il supporto di varie associazioni fra cui
l’Associazione Nazionale Vittime civili di guerra e Gorla Domani, sono riusciti a far assurgere il monumento a simbolo di importanza nazionale. L’omaggio al monumento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel 2025 è stato il momento più bello per l’associazione dei parenti delle vittime, che hanno visto riconosciuti e consolidati per sempre i sentimenti ed i valori difesi con grande fatica per oltre 80 anni.
La chiesa ed il convento delle Clarisse che chiudono la piazza nella parte verso il Martesana, completano questa bellissima armonia di situazioni e ambienti che ci portano a definire Ponte Vecchio e piazza piccoli martiri il “Campiello di Gorla”.
Ps. Il Campiello veneziano è un piccolo rifugio dove vivere la città nella sua autenticità,dove ogni passo invita a scoprire nuove storie, nuove sfumature e piccoli dettagli che solo chi sa guardare con attenzione può notare. Scoprilo anche tu visitando il Campiello di Gorla.

