Patrimonio Immateriale
20 ottobre
Anniversario Strage di Gorla
Posa pietra d'inciampo
Pietra di inciampo posata 12 03 2026 via S. Erlembardo 2 marciapiede porta ingresso. Emanuele Giuffrida è stato prelevato in questa casa sua nel 1944 dove viveva come padre di 7 figli con la moglie, appunto in Fondazione Crespi come famiglia numerosa. Lavorava alla Alfa Romeo di Milano, aveva scioperato per 7 giorni nel 1944 per lo sciopero generale per Pace e Pane; come appartenente al Comitato Liberazione Nazionale fu deportato in Austria vicino a Mauthausen campo di dipendenza di Gusen dove erano inviati i prigionieri politici per e per essere uccisi con il gas. La moglie vedova resto' poi con i 7 figli nella stessa casa e Cella Carlo ricorda i coetanei della famiglia Giuffrida. Il nazismo davanti la morte a ebrei e altre minoranze e oppositori, come sui disegni dei ragazzi scuola Crispi di Gorla come nelle foto. A noi tutti il dovere di conservare la pietra e la memoria, come le Pietre di Inciampo ci chiedono.
Pièce teatrale Gorla-Turro
La pièce dedicata a Gorla-Turro, realizzata con la compagnia ServoMuto, accompagna il pubblico in un attraversamento emotivo e urbano tra le rive della Martesana, le ville storiche, gli spazi di incontro e i segni profondi lasciati dal tempo. Un percorso che intreccia la dimensione più viva e quotidiana del quartiere con la sua memoria più intensa, a partire anche dal ricordo dei Piccoli Martiri di Gorla, che qui continua a parlare alla città.
Non è solo uno spettacolo: è un invito a guardare Gorla-Turro con occhi nuovi, a riconoscere la ricchezza culturale e sociale di un quartiere che custodisce identità, relazioni, trasformazioni e bellezza spesso inattesa. Tra passato e presente, la scena restituisce voce a un territorio attraversato da storie autentiche, facendone emergere l’anima più profonda.
(promossa da AIM - Dietrolangolo 2.0)
Presentazione libro "Avere Vent'anni nel '43. Il diario di un giovane soldato"
(ingresso libero presso Acli/Biblioteca Gorla)
Trama libro
Questo libro rappresenta un ottimo lavoro di raccolta e ricostruzione del diario scritto dal padre del curatore durante la Seconda guerra mondiale. La prima sezione inizia con l'arruo- lamento e dona una preziosa testimonianza della vita di caserma, conclusa poi con il trasferimento del padre a Brindisi. La seconda parte, invece, narra del periodo trascorso in Grecia come prigioniero dei tedeschi, e si conclude con la complicata vicenda del rientro in patria a guerra finita. Il racconto, anche grazie al lavoro del curatore, è molto leggibile e scorrevole ed è corredato da varie note, appendici e integrazioni: si riescono a cogliere bene le varie sensazioni, emozioni e dettagli che ad un lettore frettoloso potrebbero sfuggire. Si tratta di una descrizione fedele delle angherie, della fame, della fatica e dei dolori patiti, ma anche delle preghiere e della speranza di potere un giorno ritornare in patria. Questo libro spalanca quindi una finestra inedita sulla Seconda guerra mondiale: le aspettative, i timori e tutti gli orrori visti durante il conflitto e la prigionia narrati da un giovane preso nel vortice del più grande sconvo"mailto:infolgimento della storia del Novecento. Il padre del curatore è uno delle centinaia di migliaia di soldati italiani internati, che ha qui la possibilità di tramandare al lettore la sua esperienza. È una testimonianza di prima mano che colpisce per la sua immediatezza. È il ricordo vivo di un passato che non va dimenticato.
La strage di Gorla del 20 ottobre 1944 che vide perire 184 bambini ed il personale scolastico a seguito del bombardamento americano che rase al suolo la scuola elementare "Francescco Crispi", vive nella memoria dei pochi sopravvisuti.
A ricordo e monito alle nuove generazioni a perseguire la pace e non la guerra, nella stessa area occupata dalla scuola bombardata, è stato eretto il Monumento ai Piccoli Martiri di Gorla di fronte alla P.za omonima ed un murales in viale Monza 142.
L’opera che si intitola “Girotondo. Ai piccoli martiri di Gorla” è stata realizzata dall'Associazione ORME (Ortica Memorie) tramite la collaborazione del collettivo artistico degli
Orticanoodles.
Risulta essere un inno alla pace ed evoca un mondo sconvolto dalla guerra dove per i bambini non c’è spazio per giocare, come ricordano le parole della canzone “Girotondo” di Fabrizio De André che accompagnano il murale:
"Ci sono troppe buche, Marcondiro' ndera
Ci sono troppe buche, chi le riempira'?
Non potremo più giocare al Marcondiro'ndera
Non potremo plù gocare al Macondiro' ndà."
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La Camera ha approvato la proposta di legge che istituisce il Giorno del ricordo della strage dei piccoli martiri di Gorla, in memoria dei 184 bambini e del personale scolastico della scuola elementare “Francesco Crispi” di Milano vittime del bombardamento americano del 20 ottobre 1944. Il provvedimento passerà ora all’esame del Senato per il prosieguo dell’iter parlamentare.

Nel 1922 per onorare il ricordo dei caduti della grande guerra dei Comuni di Gorla Primo e Precotto, venne realizzato un monumento che fu collocato all'interno del cimitero, vicino alla piccola chiesa di Santa Maria Maddalena, un tempo cappella del cimitero e successivamente soppresso il cimitero posizionato all'interno dell'attuale giardino Maddalena.



